Impiantisti in primo piano: aggiornamenti tecnici e certificazioni fondamentali

Il settore impiantistico, cruciale per l’efficienza energetica e la sicurezza ambientale, ha recentemente dimostrato un grande fermento e una forte volontà di aggiornamento professionale. CNA ha promosso due iniziative fondamentali per gli operatori del comparto, registrando un’ampia e qualificata partecipazione.

Il primo evento di rilievo è stato un seminario tecnico intensivo dedicato alla norma UNI EN 378 (Sistemi di refrigerazione e pompe di calore – Requisiti di sicurezza e ambientali). Questa normativa, sebbene fondamentale, è spesso percepita come complessa e “nebulosa” dagli operatori.

L’incontro ha permesso di fare luce sui requisiti specifici per la carica di refrigerante, la ventilazione e le misure di sicurezza, fornendo agli impiantisti strumenti operativi per l’applicazione pratica.

La seconda importante sessione formativa ha riguardato il rinnovo decennale del certificato F-GAS, un’abilitazione indispensabile per chiunque gestisca gas fluorurati a effetto serra.

Molti impiantisti hanno colto l’opportunità per rinnovare il loro “patentino”, confermando la propria competenza in un settore in continua evoluzione normativa. La sessione di esami è stata condotta da esaminatori esperti di APAVE, uno dei leader tra gli organismi di certificazione, a garanzia del rigore e della validità del processo.

Queste iniziative evidenziano l’impegno costante di CNA nel supportare la categoria degli impiantisti, garantendo che le aziende siano sempre allineate con le direttive europee e le migliori pratiche tecniche. Per informazioni dettagliate sui prossimi seminari tecnici, corsi di formazione e rinnovi di certificazioni professionali, si prega di contattare i nostri uffici territoriali.i nostri uffici territoriali.

Scadenza RENTRI imminente: la rivoluzione digitale dei rifiuti

A partire dal 15 dicembre 2025 entra in vigore l’adeguamento normativo per le piccole imprese: scatta l’obbligo di iscrizione al RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la tracciabilità dei Rifiuti) per la terza e ultima fase di transizione, che coinvolge le aziende con meno di 10 dipendenti e i produttori iniziali di rifiuti pericolosi.

Per supportare le imprese in questo passaggio fondamentale verso la digitalizzazione della tracciabilità, i Centri Assistenza CNA presso le sedi territoriali organizzano corsi pratici dedicati, focalizzati sull’operatività e sulle scadenze.

L’iscrizione al RENTRI non è solo un adempimento burocratico, ma rappresenta la nuova frontiera nella gestione ambientale dei rifiuti. La terza fase, che va dal 15 dicembre 2025 al 13 febbraio 2026, è l’ultima finestra per mettersi in regola e riguarda una vasta platea di piccole realtà produttive. La mancata iscrizione espone l’azienda a potenziali sanzioni.

Gli argomenti trattati sono gestiti con un taglio estremamente pratico: a partire dall’iscrizione al RENTRI, una guida dettagliata “passo-passo” per la registrazione telematica, con analisi dei requisiti necessari e le procedure operative da seguire per non commettere errori; si passerà ai registri di carico e scarico (digitali) con istruzioni precise su come tenere, trasmettere e conservare correttamente le registrazioni, in linea con le nuove modalità telematiche; si realizzerà una panoramica su XFIR,  un’anticipazione sul formulario di identificazione rifiuti digitale, il cuore della tracciabilità, che entrerà definitivamente in vigore a partire dal 13 febbraio 2026.

“L’introduzione del RENTRI e del FIR digitale rappresentano una vera e propria rivoluzione per le piccole imprese. Il nostro obiettivo è trasformare l’obbligo in un’opportunità di efficientamento gestionale, fornendo la formazione specialistica necessaria per affrontare il cambiamento senza ansie e rispettando le scadenze imposte dal Ministero.”

Il Ministro dell’Istruzione Valditara firma protocollo con la CNA

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e il Presidente Nazionale della CNA, Dario Costantini, hanno sottoscritto al Ministero un protocollo d’intesa finalizzato a promuovere la collaborazione e il confronto tra il sistema educativo di istruzione e formazione e il mondo del lavoro.

Il Ministero e la CNA si impegnano a favorire l’acquisizione da parte degli studenti di competenze tecnico-professionali concordate, promuovere la collaborazione tra le istituzioni scolastiche e la CNA per avvicinare i percorsi formativi alle esigenze del mondo del lavoro, sostenere attività di orientamento degli studenti per favorire scelte consapevoli sulle prospettive occupazionali, promuovere un sistema che accompagni gli studenti anche verso progetti professionali.

Tra gli strumenti operativi previsti dal protocollo, il Ministero e la CNA istituiranno l’Osservatorio Permanente sulle imprese per raccogliere informazioni, incoraggiare la definizione di progetti e la realizzazione di indagini conoscitive. Da parte sua CNA, nell’ambito del progetto “Artigianato e Scuola” avviato dalla Confederazione, realizzerà una serie di iniziative, tra le quali il “Career day Artigianato” nelle scuole e con le famiglie, il premio “Artigiani in Classe” dedicato alle migliori idee d’impresa elaborate dagli studenti.

“Il protocollo firmato con il Ministro Valditara rappresenta uno strumento importante per ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro e per aiutare gli studenti nella scelta di percorsi formativi che assicurano interessanti opportunità nel mondo del lavoro -. Commenta il Segretario Cna Liguria Angelo Matellini -. Un impegno condiviso per potenziare le competenze tecnico- professionali degli studenti, rendere i percorsi di studio ancora più vicini alle reali esigenze delle imprese e del territorio, e dare così ai ragazzi sempre più concrete e soddisfacenti opportunità formative e, dunque, lavorative. Il Protocollo consentirà di far conoscere nelle scuole anche le eccellenze del lavoro dell’artigianato italiano”.

Cosmetici: dal 1° settembre 2025 è scattato il divieto per oltre 20 sostanze classificate CMR

Importante comunicazione per le ditte del settore cosmetico: a seguito dell’adozione del Regolamento (UE) 2025/877 dal 1° settembre 2025 è stata vietata l’immissione sul mercato e l’utilizzo di cosmetici contenenti una serie di sostanze classificate come CMR, molte delle quali fino ad oggi utilizzate in prodotti di largo consumo.

L’elenco aggiornato comprende oltre 20 nuove sostanze completamente vietate nei prodotti cosmetici. Tra le più rilevanti per il settore benessere e sanità segnaliamo: il Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide: comunemente presente nei gel UV per unghie; il Tetrabromobisfenolo A e il Transfluthrin. E molte altre sostanze, riportate con nome INCI e codice CAS nell’allegato del Regolamento.

Non sarà, dunque, più possibile acquistare, vendere o distribuire cosmetici contenenti le sostanze vietate. Non si dovranno usare nei trattamenti in cabina o in qualunque servizio al cliente. Inoltre, il divieto si applica anche ai prodotti acquistati prima dell’entrata in vigore, indipendentemente dalla data di scadenza.

Il settore Benessere e Sanità di Cna raccomanda alle imprese del settore di verificare l’Inci (la nomenclatura internazionale degli ingredienti cosmetici) dei prodotti prima di ogni acquisto, di richiedere ai fornitori una dichiarazione scritta di conformità al nuovo regolamento e di sospendere l’acquisto di prodotti contenenti le sostanze vietate.L’associazione di categoria ricorda, inoltre, di contattare i propri fornitori per trovare accordi con gli stessi per la restituzione o smaltimento dei prodotti non conformi, di smaltire eventuali rimanenze e di conservare le fatture di acquisto e la contabilità di magazzino, per facilitare eventuali rettifiche amministrative o fiscali.

“Questa transizione normativa richiede attenzione da parte degli operatori del settore estetico e benessere, con un controllo puntuale degli ingredienti utilizzati e dei fornitori coinvolti -. Spiegano i referenti nazionali CNA del settore Benessere.  Le principali questioni sollevate riguardano l’ambito di applicazione del divieto, la sua estensione agli utilizzatori professionali e l’assenza di un periodo transitorio per la vendita o l’uso delle scorte esistenti. Sono già state segnalate interpretazioni divergenti che hanno contribuito ad aumentare incertezze e preoccupazioni tra gli operatori del settore”. “Di certo questo divieto causa molta agitazione tra i nostri associati. Il timore è che il provvedimento abbia ricadute sul proprio lavoro: ci sono produttori seri che hanno ritirato i prodotti non più conformi, altri che continuano a distribuirlo. C’è poi chi in buona fede ha acquistato questi materiali e ora si ritrova il problema dello smaltimento, senza particolari indicazioni a riguardo. Per favorire una comprensione comune e condivisa del divieto, la Commissione Europea, nella sezione dedicata ai prodotti cosmetici ha reso disponibile un documento. Ma agli operatori del settore permangono dubbi. Per questo consigliamo alle imprese di contattarci per essere aggiornate e consigliate sul da farsi” .

Per supporto contatta gli Uffici territoriali CNA.

CNA: “Proroga del termine è decisione di buon senso”

Finalmente una decisione in nome del buon senso sulle polizze catastrofali. Se le indiscrezioni che si leggono sulle agenzie di stampa saranno confermate, CNA valuta positivamente il provvedimento del consiglio dei ministri, grazie all’impegno del Presidente del Consiglio, di prorogare a gennaio del 2026 l’entrata in vigore dell’obbligo di assicurazione contro gli eventi catastrofali per le piccole imprese.

Il governo ha accolto le ripetute richieste della Confederazione e di tutto il sistema produttivo di spostare in avanti l’obbligo a causa dei molti elementi di incertezza. La proroga a gennaio è senza dubbio adeguata per sciogliere una serie di nodi interpretativi, fissare criteri e requisiti standard dei contratti, realizzare il portale Ivass che consenta alle imprese di confrontare le offerte e scegliere in modo consapevole. Il tavolo convocato per lunedì prossimo al Mimit con le associazioni datoriali diventa ora un prezioso appuntamento per definire in tempi rapidi il percorso per costruire un quadro chiaro ed efficiente.

Il termine è differito e differenziato a seconda della dimensione delle imprese:  al primo ottobre 2025 per le medie imprese e al primo gennaio 2026 per le piccole e micro imprese. 

Rimane invece fermo al primo aprile il termine per le grandi imprese, per le quali non scatteranno però le sanzioni: per ulteriori 90 giorni non si terrà infatti conto dell’eventuale inadempimento dell’obbligo di assicurazione nell’assegnazione di contributi, sovvenzioni o agevolazioni di carattere finanziario a valere su risorse pubbliche, anche con riferimento a quelle previste in occasione di eventi calamitosi e catastrofali.